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Pidocchi on line: linee guida per un problema

Pidocchi on line nasce come sito per la semplice informazione sulla pediculosi.
Per la stesura di queste linee guida abbiamo effettuato un’ analisi accurata della letteratura sull’argomento. La pediculosi del capo esiste da quando esiste l’uomo. I pidocchi sono in grado di evolversi continuamente e sviluppano costantemente resistenza verso i pediculicidi.
L’uso di prodotti inefficaci è uno spreco di tempo e denaro. Spesso la mancanza di informazione ha portato all’utilizzo  di metodi sbagliati per prevenire l’infestazione, oppure ad un utilizzo ingiustificato o scorretto dei trattamenti. Ci facciamo trasportare dai falsi luoghi comuni nei confronti di questa malattia, che portano a conseguenze sociali negative.Per questo, promuovere una campagna di prevenzione, con possibilità di risoluzione, qualora si presentasse il problema, comporta dare una soluzione di serenità alle persone a rischio.

Leggi le nostre indicazioni e buona navigazione.

Pediculosi, ovvero la malattia dei pidocchi

Cos'è?
La Pediculosi è un’infestazione dovuta a piccolissimi parassiti di colore bianco-grigiastro chiamati pidocchi, che attaccano il cuoio capelluto (Pediculus Humanus Capitis o pidocchio del capo), o altre zone corporee ricoperte da peli (Pthirus Pubis o pidocchio del pube). Il ciclo vitale dei pidocchi si svolge interamente sul cuoio capelluto dell’uomo, dal quale ricevono calore e nutrimento; lontani dall’uomo i pidocchi sopravvivono al massimo 2 o 3 giorni poiché subiscono una rapida disidratazione, la quale rallenta gradualmente i loro movimenti fino ad immobilizzarli e causare la loro morte.

Il pidocchio femmina vive tre settimane, durante le quali deposita circa 300 uova biancastre (lendini) alla base del fusto del capello. Le lendini, facilmente confondibili con la forfora, sono saldamente fissate al capello, soprattutto in corrispondenza della nuca e delle orecchie, grazie ad una sostanza cementante e si schiudono dopo 7-10 giorni dalla deposizione.

La pediculosi non è una patologia grave, e non è nemmeno fonte di trasmissione di altre malattie, ma è un’ infestazione fastidiosa che a causa della sua elevata diffusione, se gestita male può creare molti disagi per la scuola, i genitori ed i servizi sanitari.

  • È un fenomeno in continuo aumento anche nei paesi ad elevata industrializzazione (ogni anno vengono infestate in Italia oltre 1,5 milioni di persone).
  • Causa moltissimi casi di assenze in ambito scolastico e lavorativo.
  • Il bambino con i pidocchi può venire emarginato dai compagni ed escluso dalle attività ricreative, con conseguenze negative sul il suo inserimento sociale.
  • I genitori vivono momenti di ansia a causa della preoccupazione che si possa propagare l’infestazione agli altri familiari e a loro stessi.
  • Chi viene infestato avverte un senso di vergogna derivante da un’informazione non sempre corretta, che addita chi è affetto da pediculosi, come persona con scarsa igiene personale.
La pediculosi colpisce persone di tutte le età e di qualsiasi ceto sociale, i fattori che determinano la contrazione dell’infestazione non sono, come si crede, la mancanza di igiene e la lunghezza dei capelli, ma il PH della cute. Per questo motivo, i bambini di età compresa fra i 3 e gli 11 anni (70% dei soggetti colpiti), soprattutto di sesso femminile sono i soggetti più a rischio in quanto la loro cute ha un PH alcalino, ideale per lo sviluppo della pediculosi.
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